Archive from giugno, 2008
Giu 27, 2008 - ricette    2 Comments

Muffin

Malgrado il caldo di questi giorni mi sono ritrovata a fare i muffin perchè mio marito li adora, quindi ho pensato di postarvi la ricetta cc2b444079c56e174a539ef65406473a.jpg

ingredienti 

200 gr di farina

150 gr di zucchero

80 gr di burro

80 gr di gocce di cioccolato

100 gr di ricotta  

1 uovo

½ bicchiere di latte

1 bustina di lievito

preparazione 

In un recipiente mischiate la farina, lo zucchero ed il lievito.

Quando gli ingredienti sono ben miscelati, aggiungete al centro della terrina, il burro liquefatto, l’uovo, le gocce di cioccolato e per ultimo il latte.

Mischiate molto bene, il composto non deve risultare ne liquido ne duro.

Mettere il composto negli stampi da muffin (con questa ricetta ci fate 12 muffin) e mettete in forno (NO VENTILATO) a 180° per circa 20 minuti 

Giu 26, 2008 - ricette    1 Comment

fiori di zucca ripieni

 

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Vi propongo questa ricetta, facile e veloce con l’unico neo di essere fritta (io odio le cose fritte) ma davvero tanto buona 

 

Ingredienti (x 2 persone)

8 fiori di zucca

4 fette di prosciutto cotto

1 mozzarella

1 bicchiere di birra

2 cucchiai di farina

1 uovo

abbondante olio per friggere 

 

Preparazione 

Pulite i fiori di zucca togliendogli il pistillo, ma fate molta attenzione a non rompere il fiore. Tagliate la mozzarella in 8 fette e dividete le fette di prosciutto in 2 così da ottenerne 8 pezzi

Avvolgete in ogni pezzo di prosciutto una fettina di mozzarella ed inserite “quest’involtino” all’interno del fiore di zucca.

Preparate la pastella con 1 uovo, 2 cucchiai di farina ed un bicchiere scarso di birra e sbattere molto bene. Appena l’olio da frigger sarà caldo, bagnate i fiori di zucca riempiti nella pastella ed passateli subito in padella. Io per la cottura andavo ad occhio, ma direi che ci vogliono circa 8/10 minuti.

Giu 8, 2008 - varie    2 Comments

Secondogeniti si nasce…

Navigando in rete ho trovato questa, ………purtroppo per i secondogeniti è verissima 

Il bagnetto
Il primo bagnetto del primogenito è una cerimonia che si svolge una sola volta nella vita,
per fortuna. Il livello di apprensione dei due genitori è ai massimi
livelli e basta un’indecisione per beccarsi un vaffanculo… La
temperatura dell’acqua è uno dei fattori cruciali: un errore di pochi
decimi e il bambino è fottuto. Esistono termometri progettati apposta
per questo scopo, antiurto, galleggianti e dotati di un’inerzia infida
e difficilmente prevedibile. Siete due gradi sotto, aumentate la calda,
il termometro sta fermo per un po’, quindi parte e si ferma due gradi
sopra, aumentate la fredda… Ho sentito di gente che ha fatto fuori
dei boiler da caserma per riempire una vaschetta da 10 litri. In acqua
poi il bambino viene trattato a 4 mani, 6 se c’è una nonna presente (se
ci sono due nonne il papà deve levarsi prontamente dai coglioni!)..
Con il secondogenito scompare il termometro: si puccia il gomito e si
giudica ad occhio. La posizione del bambino viene corretta solo quando
comincia a bere.
Con il terzo si usa la tattica del polipo: lo si puccia, se le gambine si arricciano vuol dire che è troppo calda.
Credo che nessuno abbia mai lavato i figli dal quarto in poi, al massimo una
passata al lavasecco prima di Natale , per togliere le macchie più evidenti.

Il pannolino
Le aziende che producono pannolini fanno i soldi sui primogeniti. Il primogenito lo controlli:
-per definizione dopo ogni poppata;
-ogni volta che senti un rumorino;
-ogni volta che una nonna sente un rumorino (anche per telefono);
-ogni volta che senti un’odorino;
-ogni volta che una nonna sente un’odorino (anche per telefono);
-ogni volta che non sai cosa fare.
Apri, niente, ma il pannolino lo cambi lo stesso.
Con il secondogenito cambi il pannolino appena prima che i vicini di casa chiamino il camion per gli spurghi pensando che sia un problema di fossa biologica.
Il terzo il pannolino se lo cambia da solo, e pedalare.
Dal quarto in su i pannolini o se li comprano, oppure vasino.

Il biberon
Dopo la nascita i casi sono due: o allattamento al seno, o biberon. L’allattamento al seno presenta molti vantaggi, è più sano, più naturale, il latte è sempre pronto alla temperatura giusta, la tetta è per definizione sterilizzata e allatta solo la mamma (questo, ovviamente, è un vantaggio solo se siete un papà). Ma il vantaggio più importante è quello di potere avere una mano libera, essendo la tetta autoreggente (almeno si spera). L’allattamento a biberon prevede viceversa l’uso di due mani, una che regge il bambino, l’altra che regge il biberon. La questione è di secondaria importanza per le prime poppate del primogenito, durante le quali rimirate rapiti con sguardo ebete il vostro virgulto, attenti a che non scenda una gocciolina di latte sulla guancina, e che la tettarella sia sempre piena acciocchè non abbiano a formarsi bolle d’aria nel pancino, noncuranti del fatto che sono le tre del mattino, ci sono 12 gradi e voi siete in mutande e canottiera, perchè travolti dal pianto isterico di quel b*****o avete dimenticato pure le ciabatte.
Con il secondo quei 20 minuti che dura mediamente un poppata sono eterni. Dopo 30 secondi
cominciate a guardarvi in giro sconsolati alla ricerca di qualcosa da fare, e soprattutto di un modo per farlo. Quei 90 cl di latte glieli parereste giù col compressore. Di solito in queste situazioni ci si trova sul divano del salotto, e la prima tentazione è quella di accendere la tele, ci sarà pure qualche cazzo di roba da vedere. Per una delle leggi di Murphy il telecomando si trova sempre alla distanza di Tantalo, vicino ma irraggiungibile. E poi, anche se fosse raggiungibile, bisogna liberare una mano. Gli stratagemmi sono svariati: quello che viene più naturale è cercare di reggere il biberon con il mento, esercitando una leggera pressione. I figli degli appassionati di questa tecnica soffrono spesso di palatoschisi.
Viceversa si pu liberare la mano che regge il bambino, tenendolo con l’incavo del braccio.
Ad alcuni genitori dopo il secondo figlio spuntano addirittura delle ditina all`interno del gomito, che consentono tra l’altro di fare il gesto dell’ombrello con un braccio solo. Alla fine ci si ingegna, si recupera il telecomando con un piede esibendo uno snodo tipo Heather Parisi, si libera una mano e si zappa, finalmente. Nel frattempo il biberon è orizzontale da 10 minuti, il bambino ha ingurgitato aria sufficiente a farlo scorreggiare per tutta la vita e si spara 2 ore di coliche .
Non so cosa succeda dopo il secondo.
Pare che il terzo impari prestissimo a reggersi il biberon da solo, mentre il quarto esce spesso per andare al ristorante.

La documentazione
Del primogenito si documenta tutto. Esistono addirittura delle specie di diari con gli appositi spazi per annotare giorno per giorno tutti i parametri vitali del bambino, e pagine speciali per gli
eventi eccezionali, il primo dentino, la prima parola, i primi passi. A volte c’è anche uno spazio feticista per appiccicare ciocche di capelli o altri pezzi del bambino stesso. Una mamma ha tabellata in testa a vita tutta la curva di crescita del suo primogenito, come un gigantesco
file excel. Anche il papà, che per dopo un paio di mesi formatta e non
si ricorda più un cazzo.
Con il secondogenito scompare il quadernino, e con questo anche ogni tracciabilità. Il suo grafico di crescita è un gradino: prima non c’era, adesso c’è.
Del terzo ci rendiamo conto che è figlio nostro solo quando ci chiede il motorino.
Dal quarto in su è impossibile distinguerli dai compagni di nido, di asilo o di scuola. Dopo una festa di famiglie numerose capita di beccarsi i figli degli altri.

Il sonno
Il primogenito mangia ogni 2 ore, giorno e notte. Tra un pasto e l’altro talvolta dorme, ma siete talmente in ansia che non si ingozzi con il vomito che vi alzate comunqe ogni cinque minuti per
vedere se respira. Il tempo di reazione a un suo pianto è di 6 secondi netti. Quando cresce va a letto con la mamma o col papà , o con entrambi, e si fa leggere un minimo di 8 favole per sera.
Il secondo mangia ogni 4 ore, la notte anche 6, e tra un pasto e l’altro dorme come un tonno, eppure ogni volta che si sveglia si becca un vaffanculo…
Il tempo di reazione al suo pianto va dai 3 ai 15 minuti, ai quali va aggiunto il tempo per trovare la culla dispersa per la casa (cosa che ricorda molto la caccia al cellulare).
Quando cresce va a letto con il primogenito, che gli racconta quel cazzo che gli pare.
Il terzo mangia quando può e va a letto con i primi due, che gli raccontano le loro avventure sessuali.
Dal quarto in poi dormono direttamente in discoteca.

Giu 2, 2008 - varie    2 Comments

Festa della Repubblica Italiana

Visto che oggi è la festa della Repubblica e che purtroppo per molti è solo un giorno di riposo in +, non sanno neppure cosa sia successo questo giorno, volevo inserire quest’articolo che mi è molto piaciuto

 

 

19fa09752a021b58a500118863b9d511.jpgLa Francia festeggia il 14 luglio la Presa della Bastiglia, gli Stati Uniti il 4 luglio l’Independence Day; per l’Italia la Festa Nazionale arriva il 2 giugno.

In questa data si ricorda il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946 con il quale gli italiani furono chiamati a scegliere la futura forma di governo, nel ballottaggio monarchico-repubblicano.

La Monarchia ricevette 10.719.284 preferenze; con 12.717.923 voti a favore era nata la Repubblica Italiana!

Sofferta la vittoria repubblicana, che ottenne al Centro-Nord un buon 63%, mentre al Sud vinse la Monarchia con il 67% dei voti.
Al voto di Ravenna, la città più repubblicana (91,2%) si contrapponeva l’85,4% monarchico di Messina.

Comunque su scala nazionale la sconfitta monarchica provocò l’esilio dei regnanti di Casa Savoia, che sono tornati in Italia solo nel 2003, dopo 57 anni d’esilio.

Importante aggiungere che per l’occasione si ebbe la prima tornata elettorale italiana a vero suffragio universale: finalmente anche le donne andarono alle urne.

Nel giugno 1948 ai Fori Imperiali di Roma si svolse la parata militare in onore della Repubblica.

Nel 1961, centenario dell’Unità, le celebrazioni si svolsero anche a Torino e Firenze, prime capitali dell’Italia unita.

Tutt’oggi la Festa della Repubblica prevede la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria a Roma (il Vittoriano) e una parata militare ai Fori Imperiali alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

Nel pomeriggio vengono aperti al pubblico i giardini del Palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana.

La giornata del 2 giugno di recente è diventata anche Giornata Nazionale dello Sport.

La Festa della Repubblica è l’occasione per rivisitare i simboli della nostra Patria.

Lo stemma della Repubblica, ad esempio, è formato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, un ramo di ulivo a sinistra e uno di quercia a destra.

La stella è da sempre uno degli emblemi d’Italia, già nell’iconografia del Rinascimento. Il simbolo della stella indica tra l’altro l’appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese.

La ruota dentata d’acciaio è il simbolo dell’attività lavorativa e traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

Arriviamo ai ramoscelli, ai quali raramente si presta attenzione.
Sono due differenti presenze arboree nostrane.
Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia interna che internazionale, mentre la quercia incarna la forza e la dignità del popolo italiano.

Del Tricolore, bisogna ricordare che, come bandiera nazionale, nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, nell’ambito della Repubblica Cispadana.

La foggia a tre fasce verticali si ispira al modello repubblicano francese del 1790.

Proprio i vessilli dei reggimenti della Legione Lombarda che affiancavano le truppe napoleoniche presentavano i colori bianco, rosso e verde, di forte radice regionale: il bianco e il rosso, sono nello stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verde era il colore delle uniformi della Guardia civica milanese.

Sotto il Regno d’Italia si aggiunse in campo bianco lo stemma della corona reale.

Lo stemma, ma questa volta della Repubblica, campeggia invece nel vessillo ideato per il Presidente della Repubblica.

 

Articolo copiato integralmente dal sito di leggievai     http://www.leggievai.it/feste-istituzionali/festa-della-repubblica.php